Addio a Roberto Loddo e alla sua forza di immaginare

Il coordinamento nazionale per la Salute Mentale, con dolore profondo e sgomento, saluta il compagno e amico Roberto Loddo tragicamente e prematuramente scomparso. Nelle Radici dell’Albero che in questi anni ha rapresentato il Coordinamento e la Conferenza Salute Mentale c’è senza dubbio Roberto.
Qui pubblichiamo il ricordo che “il manifesto” gli ha dedicato
  
«C’è qualcosa di spaventoso nei processi che stiamo vivendo. Il neoliberismo produce sopraffazione e violenza in tutte le periferie del mondo. Il nostro obiettivo è intercettare dalla Sardegna, periferia del mondo, le contraddizioni del sistema in ogni dimensione della società. E immaginare un’alternativa». Così Roberto Loddo in una recente intervista. Ora che Roberto non c’è più, la vita spezzata a 45 anni, presa in un grumo oscuro di dolore che nessuna delle persone a lui più vicine era riuscita a vedere, non è a «quel qualcosa di spaventoso» che vogliamo guardare. Vogliamo guardare alla forza di immaginare, alla volontà di costruire, oltre il presente del mondo, spaventoso, un ordine nuovo fatto non di chiusure ma di aperture, di possibilità offerte e non di costrizione imposta.

Roberto è stato una straordinaria figura di militante che ha attraversato tutta la storia recente della sinistra sarda, in particolare cagliaritana. Una sinistra di movimento, aperta al dialogo con la sinistra istituzionale ma a partire dalla concretezza delle lotte aperte sui più diversi fronti: l’integrazione dei migranti, la parità di genere e il riconoscimento dell’identità di genere, l’ambiente, la pace. Molte delle sue energie sono state dedicate alla difesa della salute mentale e ai diritti dei cittadini privati della libertà. È stato uno degli animatori dell’Associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica e presidente della cooperativa Il giardino di Clara, che si occupa di assistere le persone che vivono la sofferenza mentale; ma ha anche lavorato a lungo a Radio Onde Corte, prima radio della salute mentale in Sardegna. Faceva parte della Conferenza su volontariato e giustizia, organo di rappresentanza delle associazioni del volontariato sardo nel mondo delle carceri. Dal gennaio del 2025 era entrato a far parte della segreteria regionale di Sinistra italiana come responsabile della comunicazione.

Roberto era direttore del quindicinale on line il manifesto sardo. Era succeduto nell’incarico a Marco Ligas, tra i fondatori in Sardegna del collettivo «il manifesto» al momento della radiazione dal Pci. Una redazione, quella che lo attorniava, aperta al contributo di tutte le anime della sinistra sarda e impegnata a leggere la realtà dell’isola dentro i grandi processi storici che segnano la contemporaneità, tenendo insieme analisi e informazione. Lo scorso anno Il manifesto sardo e Roberto hanno dato un prezioso contributo organizzativo alla presentazione dell’inserto del manifesto dedicato a Luigi Pintor, Essenzialmente Pintor, in occasione del centenario della nascita di uno dei fondatori del giornale.

«Roberto – così lo ricorda la giornalista Claudia Sarritzu, amica di una vita – era una casa. La sua casa nel vecchio quartiere di Stampace dove faceva incontrare le persone ma soprattutto, le idee. Roberto è la nostra città. Mare, colli, strade strette. Vento. Mi mancheranno quelle braccia larghe e quel sorriso in cui c’era tutta la speranza del mondo».

fonte: https://ilmanifesto.it/addio-a-roberto-loddo-e-alla-sua-forza-di-immaginare

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