Il Governo conferma nel DFP i tagli alla sanità: una proposta di legge di iniziativa popolare per reagire e cambiare. di Stefano Cecconi

Il Documento di Finanza Pubblica 2026 deliberato dal Consiglio dei Ministri il 22 aprile scorso, conferma il crescente divario tra le previsioni di spesa sanitaria da qui al 2029 e il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Infatti il Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) rimane abbondantemente al di sotto della spesa prevista e in costante calo percentuale rispetto al PIL.

Così si legge nella sezione II del DFP 2026: “Nel triennio 2027-2029, la spesa sanitaria è prevista crescere a un tasso medio annuo del 2,4 per cento; nel medesimo arco temporale il PIL nominale crescerebbe in media del 2,6 per cento. Conseguentemente, il rapporto fra la spesa sanitaria e il PIL si assesta al 6,4 per cento a decorrere dal 2027.” La Tabella illustra chiaramente l’andamento delle previsioni.

TABELLA II.3-2 PREVISIONE DELLA SPESA SANITARIA 2026 – 2029 (IN MILIONI DI EURO)

2026 2027 2028 2029
Spesa sanitaria 148.522 151.222 155.059 159.443
In % di PIL 6,4% 6,4% 6,4% 6,4%
Tasso di variazione in % 4,9% 1,8% 2,5% 2,8%

Fonte: DFP 2026 Sezione II pagina 4

E nonostante la previsione di spesa sanitaria sia leggermente più bassa rispetto a quella del DEF, bisogna considerare che il FSN programmato nel medesimo periodo (fino al 2028 dalla Legge di Bilancio 2026: L. 199/2025 art. 1 c. 333) rimane molto più basso della spesa, come è illustrato nella tabella sottostante.

Questo significa che la differenza da colmare tra spesa e FSN è enorme (si stima circa 30 miliardi comprendendo il 2029) ed è a carico delle regioni, che saranno costrette a tagli o a creare disavanzi.

TABELLA Spesa Sanitaria previsione DFP 2026 e FSN a legislazione vigente (in milioni di euro)

2026 2027 2028 2029
Spesa sanitaria DFP 2026 148.522 151.222 155.059 159.443
FSN vigente 142.977,2 143.928 144.764,1  
Differenza da colmare Spesa/FSN -5.544,8 -7.294 -10.295
Spesa sanitaria in % di PIL 6,4% 6,4% 6,4% 6,4%
FSN in % di PIL 6,16% 6,05% 5,93%

Elaborazione SPI CGIL su DFP 2026 Sezione II e Legge Bilancio 2026

Per questo è urgente un radicale cambio di marcia se vogliamo salvare e rilanciare il nostro SSN, presidio irrinunciabile per garantire il diritto universale alla salute e alle cure. E per questo un vasto cartello di associazioni, tra cui la CGIL, ha presentato un disegno di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere  effettivo  il  diritto  alla  salute mediante il rafforzamento  del  Servizio  Sanitario  Nazionale  e  la valorizzazione del personale”.

La proposta è stata depositata il 27 aprile scorso in Cassazione (vedi Gazzetta Ufficiale  97/2026). e la raccolta di firme sarà avviata ufficialmente il 15 maggio prossimo.

Una proposta che ha come pilastro fondamentale l’incremento del Fabbisogno Sanitario Nazionale, per arrivare ad un rapporto tra FSN e PIL del 7,5% (contro il 6% attuale). Si tratta di un’iniezione formidabile di risorse, destinate a rafforzare il servizio pubblico, fermando la deriva privatistica che seleziona ferocemente chi può e chi è escluso dai diritti; e a sostenere il personale del SSN, eliminando tetti e divieti, per garantire assunzioni, formazione, salari adeguati e sicurezza sul lavoro.

Sapendo che le risorse devono essere bene orientate verso i crescenti bisogni, in specie legati all’invecchiamento della popolazione: quindi servono anche per dare attuazione all’incompiuto processo di riforma del PNRR per lo sviluppo dei servizi territoriali, restituendo centralità al Distretto, più forza a Case della Comunità pubbliche, integrando davvero sociale e sanità, con misure specifiche per attuare la riforma della non autosufficienza; per la salute di genere, la salute mentale, le vecchie e nuove dipendenze, e naturalmente sulle liste di attesa.

Non si tratta di una nuova riforma sanitaria ma di uno strumento concreto per restituire forza al Servizio Sanitario Nazionale pubblico e ai servizi sociali e per rinsaldare la fiducia dei cittadini verso questo grande patrimonio del nostro Paese.

Per questo la raccolta di firme deve essere parte di una grande campagna popolare, capace di mettere insieme obiettivi nazionali con le tante vertenze che nel territorio reclamano servizi e risposte concrete al diritto alla salute e alle cure delle persone, come vuole la nostra Costituzione.

Stefano Cecconi – segretario nazionale SPI CGIL
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