L’estate non sospende la povertà né la alleggerisce: in molti casi la aggrava, mentre l’attenzione politica e mediatica si riduce. I servizi (non tutti) restano aperti, spesso in formato ridotto: l’asfalto si infuoca e le città si surriscaldano, rendendo ancora più precaria la vita di chi non può permettersi non solo una vacanza, ma neanche di rinfrescare la propria casa. E di chi una casa non ce l’ha affatto.
Il caldo non è democratico: rende evidenti, aggravandole, le diseguaglianze già esistenti. Chi vive in alloggi inadeguati, in strutture di accoglienza o in strada trova nell’estate una minaccia concreta alla propria salute e sicurezza — non un periodo di tregua.
Per questo, Alleanza contro la povertà non chiude per ferie, anzi proprio in questo periodo rafforza la propria attività di sensibilizzazione e comunicazione: lo fa attraverso una “serie a puntate”: ogni dieci giorni circa, un focus tematico, approfondimenti e declinazioni della povertà, da mettere al servizio dei giornalisti ma anche degli operatori dei servizi e dei decisori politici. Con qualche numero, qualche pensiero e, per ogni puntata, qualche proposta da cui ripartire a settembre.
Il primo focus – questo – è dedicato agli anziani, i più esposti non solo al caldo estivo, minaccioso per la loro salute, ma anche al rischio di isolamento in città che diventano deserti.
Parleremo poi di persone con disabilità e caregiver, minori, persone senza dimora, lavoro stagionale.
I numeri della povertà
Intanto, ricordiamoci i numeri, quelli che dovremo sempre tenere a mente.

Chiusi in casa: anziani soli, caldo e povertà. La fragilità che non si vede
Passiamo quindi al focus di questa prima puntata: l’estate, gli anziani e la povertà.
Il caldo è un pericolo per la salute di tutti, ma per gli anziani che vivono soli e in condizioni economiche disagiate può diventare letale. Isolamento sociale e impossibilità economica di climatizzare la casa espongono gli anziani soli a un rischio che resta sommerso, ma che conosce bene chi lavora nei pronto soccorso.
Secondo la Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU), durante i periodi di caldo intenso gli accessi ai Pronto soccorso delle grandi città aumentano in media del 10-15%, soprattutto per il peggioramento di patologie croniche preesistenti più che per veri e propri colpi di calore.
In questo contesto, la povertà energetica ha raggiunto il massimo storico: nel 2024 ha interessato 2,4 milioni di famiglie, pari al 9,1% del totale. Essa colpisce soprattutto le famiglie più vulnerabili, rendendo difficile sostenere i costi per climatizzare adeguatamente l’abitazione durante le cosiddette ondate di calore.
Le buone prassi ci sono, le politiche no
Sul territorio esistono già esperienze utili, che meriterebbero di diventare la regola invece dell’eccezione: pensiamo ai condizionatori dati in comodato d’uso alle famiglie più fragili; o ai “rifugi climatici” allestiti in biblioteche, musei e altri spazi pubblici climatizzati e accessibili; o alle reti di volontari organizzate per il monitoraggio periodico degli anziani soli, con telefonate o visite durante le giornate più critiche.
Si tratta di modelli locali efficaci, ma ancora troppo frammentati e legati alla buona volontà di singole amministrazioni o realtà del terzo settore, senza un coordinamento e un finanziamento stabili su scala nazionale.
A livello politico, esistono misure spot e limitate – come il decreto Bollette 21/2026 – mentre mancano misure e politiche strutturali.
4 proposte perché l’estate non sia nemica degli anziani
Di qui le proposte di Alleanza contro la povertà, per mettere in campo soluzioni più capaci di ridurre il rischio che l’estate e il caldo rappresentano oggi per la popolazione anziana.
- Un piano stabile e strutturale di sostegno alla climatizzazione delle abitazioni per le famiglie a basso reddito con anziani non autosufficienti, che vada oltre la buona pratica episodica e diventi un diritto esigibile su tutto il territorio nazionale.
- Il rafforzamento delle anagrafi della popolazione fragile previste dal Piano nazionale caldo, con risorse dedicate ai Comuni per renderle davvero operative e non solo previste sulla carta.
- Sostegni strutturali per gli anziani in povertà, con particolare attenzione al tema dell’alloggio, di fronte al costante innalzamento dei costi delle locazioni.
- Un’attenzione specifica al fenomeno del barbonismo domestico, che colpisce con particolare gravità gli anziani soli, aggravato dalle condizioni climatiche avverse e dalle barriere architettoniche ancora diffuse nei centri storici delle città italiane.
“La povertà è trasversale, colpisce giovani e anziani, singoli individui e famiglie, al nord come al sud come al centro Italia: d’estate, però, per gli anziani questa può diventare letale, associandosi a gravi rischi per la salute fisica, psichica e sociale – commenta Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la povertà – Sappiamo quanto i servizi e il terzo settore si sforzino di arginare l’emergenza, ma nell’era del riscaldamento globale, che pare inesorabile, questo non basta: la povertà è un problema strutturale e deve essere affrontata con misure strutturali, tanto più necessarie e urgenti quanto più la popolazione è fragile. Chiediamo quindi che per le persone anziane – così come per quelle con disabilità e per i loro caregiver – che sono costrette a trascorrere l’estate in casa, siano messe in campo misure efficaci perché le mura domestiche siano una protezione e non una gabbia, come troppo spesso accade. L’estate arriva ogni anno. E ogni anno arriva più calda: nel 2027, non facciamoci cogliere impreparati”.




