Torino. Dopo la testimonianza della coordinatrice nazionale di Antigone nel carcere Lorusso e Cotugno. Trattamenti inumani e degradanti, la procura apre un’inchiesta. Era il 1998 quando Antigone per la prima volta ricevette l’autorizzazione dal capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a visitare tutti gli istituti di pena italiani. Allora ai vertici dell’Amministrazione c’era quel magistrato gentiluomo che era Sandro Margara. A lui sembrava naturale che un’organizzazione della società civile potesse avere una funzione di monitoraggio delle condizioni di detenzione. Da allora abbiamo visitato più volte tutte le carceri d’Italia. Lo abbiamo fatto sempre con uno spirito costruttivo e con discrezione. Per alcuni anni siamo riusciti aLeggi altro →

Una vasta coalizione di Associazioni sociali, con CGIL, CISL, UIL, convoca un’assemblea pubblica il 2 dicembre prossimo alle ore 16  per discutere  della Riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, il Piano di Ripresa e Resilienza.   Nell’appello con cui viene convocata l’assemblea si legge che “… solo la partecipazione responsabile diretta dei cittadini e delle associazioni di rappresentanza può sostenere le scelte impegnative che il nostro Paese deve affrontare per superare questa drammatica emergenza e per costruire un nuovo futuro. Per definire un nuovo sistema di welfare sociale e sanitario integrato, capace di rispondere in modo universale e appropriato ai bisogni di cura e di promuovere benessereLeggi altro →

Un uomo che cammina in piena luce, in Italia, è scoperto, nudo, indifeso. \[…\] Cammina come una vittima, e come un colpevole. \[…\] È lì, scoperto, inerme, esposto ai colpi, alle indagini, alle accuse. Non si può né schermire, né difendere. È una condizione terribile: noi Italiani, non ci possiamo difendere, mai, da nulla, né dall’assassino né dal giudice» (Curzio Malaparte, Misura della Francia, Il Tempo, 4 dicembre 1952). Né tantomeno, in un paese come l’Italia, ci si può difendere dallo psichiatra, specie se, com’è il (fresco) caso di chi scrive, si è soggetti a un A.S.O. (Accertamento Sanitario Obbligatorio), parente stretto del famigerato, e ben piùLeggi altro →

Sessanta anni fa, il 16 novembre 1961, Franco Basaglia entra da Direttore nell’Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Non ne ha mai visto uno. E’ uno psichiatra universitario ma l’università lo ha cortesemente messo alla porta. Franco Basaglia, 37 anni, è un po’ “disallineato” per i canoni della disciplina: legge troppi libri di filosofia, fenomenologi soprattutto, e il suo capo accademico, professor Giovanni Belloni, Clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università di Padova, lo chiama “Il filosofo”. Che non è proprio un complimento. Quindi gli tocca il manicomio. Quello di Gorizia, ma è un caso. Il direttore di prima si chiamava Antonio Canor, veniva da Pola, eraLeggi altro →

Nel sessantesimo anniversario dell’atto con cui Franco Basaglia pose il problema delle persone legate nel manicomio di Gorizia, il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e Gorizia, nel corso  della mattina del 15 novembre, vuole dar conto del panorama nazionale ed internazionale, insieme a rappresentanti dell’OMS, delle Regioni, dei Tavoli tecnici ministeriali, degli Ordini professionali, dei Direttori dei Dipartimenti di salute mentale, delle Associazioni di utenti e familiari oltre ai portavoce della Campagna E tu slegalo subito e del Coordinamento nazionale salute mentale. È atteso, salvo imprevisti, un intervento del Ministro della Salute Roberto Speranza. Il pomeriggio, sempre del 15 novembre, vedrà la presentazione da parte di variLeggi altro →

L’aggiornamento al 2020 dei dati della sorveglianza PASSI d’Argento prosegue con i capitoli dedicati a “tutela e sicurezza”, “cadute” e “anziani fragili e disabili”. Di seguito un colpo d’occhio sull’analisi dei dati relativa al periodo 2017-2020: 15 ultra 65enni su 100 sono persone con disabilità ovvero non autonomi nello svolgimento anche di una sola delle sei attività fondamentali della vita quotidiana (ADL), dato che sale a 47 su 100 tra gli ultra 85enni. La quasi totalità delle persone con disabilità riceve aiuto, ma questo carico di cura e di assistenza è per lo più sostenuto dalle famiglie (94%), il 10% riceve aiuto a domicilio daLeggi altro →

Il Servizio sanitario nazionale è arrivato impreparato allo scontro con il COVID-19. Certo, i campanelli di allarme sono stati molteplici, ma tutti sistematicamente ignorati. La Sanità Pubblica ha infatti subito un lento e continuo indebolimento. La Sanità Pubblica è reduce da anni di de-finanziamento, tagli dei posti letto, riduzioni del personale, impoverimento della medicina territoriale e della prevenzione. Nonostante ciò, è stata in grado di far fronte alla situazione di emergenza grazie alla professionalità e alla dedizione dei suoi operatori. L’Associazione Salute Diritto Fondamentale aveva già presentato a settembre una prima riflessione: “Quattro gli indizi della strisciante privatizzazione“, ora è stato pubblicato il Documento “Difendere la sanità pubblica”Leggi altro →

Il 2 novembre prossimo il Comitato di Bioetica del Consiglio d’Europa (DH BIO) sarà di nuovo chiamato a esprimersi se proseguire o meno l’iter del Protocollo Aggiuntivo Oviedo circa il trattamento e l’internamento coatti delle persone con disabilità mentali. Associandosi alla campagna internazionale Withdraw Oviedo le associazioni la Società della Ragione, Altro Diritto, Osservatorio Stop OPG per la salute mentale, SOS Sanità, Fondazione Franca e Franco Basaglia, Antigone, Coordinamento Nazionale Salute Mentale, Rete Salute Welfare Territorio, Forum Droghe, UNASAM (Unione Nazionale delle associazioni per la salute mentale), ConfBasaglia (Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo), CILD (Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili), Centro perLeggi altro →

L’INPS ha stabilito che, per avere diritto all’assegno per invalidi civili parziali (287,09 euro al mese), con invalidità tra il 74 e il 99%, non si debba prestare alcuna attività lavorativa, neanche minima, che produca reddito, a prescindere dalla misura del reddito stesso. Per il coordinamento nazionale per la Salute Mentale si tratta di una misura ingiusta che colpisce famiglie, già duramente provate dall’emergenza pandemica, che devono affrontare quotidianamente gravi problemi di salute e di invalidità. Si tratta delle persone più povere con disabilità gravi, quelle che hanno un reddito annuale molto basso, che svolgono spesso attività terapeutiche o formative e con modesti compensi. Occorre unLeggi altro →

Intervento di Pietro Pellegrini Direttore Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche Ausl di Parma a Mat 2021, Modena 21 ottobre 2021 E’ possibile un sistema di cura e giudiziario di comunità? Sì è possibile. Lo è sul piano teorico se con comunità intendiamo tutte le persone che si trovano su un territorio. In questa accezione nessuna persona o luogo, compresi il carcere, i centri per migranti, le Case residenze anziani, le REMS sono “extracomunitari”.  Non lo sono in relazione alla loro esistenza nel reale, ma anche per la loro rilevanza nei vissuti, nell’immaginario, nel mondo interno delle persone e nelle rappresentazione delle famiglie e dei gruppi sociali.Leggi altro →