Categoria: INTERVENTI – INTERVISTE (Pagina 2)

La sentenza della Corte Costituzionale 99/2019 relativa alle persone detenute nelle quale sia sopravvenuta una grave infermità psichica ha importanti conseguenze per i servizi di salute mentale. Infatti se il diritto alla salute non viene assicurato in carcere, nemmeno nelle apposite Articolazioni per la Salute Mentale, il Magistrato di Sorveglianza può disporre la detenzione domiciliare nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora, anche in luogo pubblico di cura, assistenza o accoglienza. In questa eventualità risulta essenziale la definizione dei criteri per la definizione della grave infermità psichica e per la sua valutazione mediante una procedura nonché delle modalità gestionali, delle ricadute operativeLeggi altro →

Il 13 aprile 2019 l’Infermieristica Italiana ha perso un’occasione storica Il Nuovo Codice deontologico dell’Infermiere approvato dal Comitato centrale della Federazione e dal Consiglio nazionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche riuniti a Roma nella seduta del 12 e 13 aprile 2019  presenta, in tema di Contenzione, il seguente articolo: « Art 35 – Contenzione. L’Infermiere riconosce che la contenzione non è atto terapeutico. Essa ha esclusivamente carattere cautelare di natura eccezionale e temporanea; può essere attuata dall’equipe o, in caso di urgenza indifferibile, anche dal solo Infermiere se ricorrono i presupposti dello stato di necessità, per tutelare la sicurezza della persona assistita, delle altre persone e degli operatori. » LaLeggi altro →

La sentenza della Corte Costituzionale n. 99/2019 è un ulteriore passo in avanti nel faticoso processo per superare le discriminazioni a cui vengono sottoposte le persone affette da disturbo psichico, ancorché in situazione di detenzione. Fino a tale sentenza nel caso infermità psichica sopravvenuta alla condanna, diversamente che nel caso di malattia fisica, per assicurare le cure necessarie, il/la detenuto/a non poteva accedere agli istituti del “differimento obbligatorio o facoltativo della pena previsti dagli artt. 146 e 147 codice penale, né alla detenzione domiciliare cosiddetta “in deroga”. La Corte ribadisce che in applicazione delle legge 81/2014 non è possibile in caso di  malattia mentale sopravvenuta il ricovero delLeggi altro →

Nell’ambito del percorso di avvicinamento alla Conferenza Nazionale sulla Salute Mentale – che si terrà a Roma il prossimo giugno – l’Associazione Insieme a Noi di Modena riflette sui suoi primi venticinque anni di esperienze di inclusione sociale per persone con disagio psichico e di lavoro per il miglioramento dei servizi di salute mentale. Sarà presente anche Cinzia Migani, che si occupa dal 1990 di progettazione sociale con particolare attenzione alle reti di volontariato contro l’esclusione sociale, con il suo libro “Memorie di trasformazione. Storie da manicomio.” Il percorso dell’associazione Insieme a noi è nato 25 anni fa, nel 1994, su stimolo di un gruppo di familiari di personeLeggi altro →

Il Parere del Comitato Nazionale per la Bioetica “Salute mentale e assistenza psichiatrica in carcere” è un importante contributo per affermare il diritto alla tutela della salute e all’assistenza delle persone affette da disturbo mentale. Afferma principi, ed esprime raccomandazioni, che, seppur rivolti alle condizioni delle persone con problemi di salute mentale  che hanno commesso un reato, hanno un valore universale, per tutti, fondato sul rispetto dei diritti e sull’inviolabilità della dignità umana sanciti nella nostra Costituzione. Il parere, pur largamente condivisibile, contiene anche alcune parti che hanno bisogno di essere meglio approfondite e discusse e, in questo senso, rappresenta dunque un prezioso contributo perLeggi altro →

Il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica “Salute mentale e assistenza psichiatrica in carcere” è un importante documento che affronta alcune tematiche ancora oggi irrisolte, nonostante la legge 81/2014 che ha determinato il successo della chiusura degli OPG e la presa in carico degli “ex internati” da parte dei Dipartimenti di Salute Mentale, anche con l’attivazione delle REMS (Residenze per le Misure di Sicurezza). In primo luogo è ora di superare il concetto di non imputabilità per infermità di mente previsto dal codice penale Rocco del 1930, cioè il doppio binario per le persone con disturbo mentale che commettono un reato, i cosiddetti “folliLeggi altro →