Categoria: INTERVENTI – INTERVISTE (Pagina 2)

Se tra il 2015 e il 2017 in Piemonte è più che raddoppiata l’incidenza trattata di persone con diagnosi di schizofrenia, lo stesso indicatore si dimezza in Calabria. Nel triennio, gli accessi in PS per patologie psichiatriche decrescono di 1/3 in Lombardia ma aumentano di oltre 2/3 in Molise. E se in Friuli la durata media del trattamento residenziale è diminuita del 77%, in Campania si è più che quadruplicata. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel volume La Salute Mentale nelle Regioni. Analisi dei trend 2015-2017 pubblicato dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP). Le differenze che emergono sono eclatanti e solo in parte possono essereLeggi altro →

La violenza sulle donne, definita dal Presidente della Repubblica Mattarella [1] “un’emergenza pubblica”, è rappresentata in tutta la sua gravità da ISTAT [2] e da Eures[3]: “nel 2018 il 49,5% delle vittime degli omicidi volontari commessi in Italia è stato ucciso all’interno della sfera familiare o affettiva (163 su 329 vittime di omicidio totali): la percentuale più alta mai registrata in Italia. Di queste, il 67% è costituito da donne (109 vittime) a fronte di 54 vittime di sesso maschile (33%). L’ambito familiare arriva ormai a costituire il contesto omicidiario quasi esclusivo per le vittime femminili, visto che ben l’83,4% delle 130 donne uccise inLeggi altro →

È di indubbio valore documentario la pubblicazione dei rapporti sullo stato dei Servizi per la salute mentale in Italia da parte di Starace e collaboratori, elaborati sulla base dei dati ministeriali del SISM (Sistema Informativo Salute Mentale). Ora sono anche messi a confronto i dati del triennio 2015-17. La fotografia che ne viene fuori è importante e fornisce informazioni su scala nazionale, anche se siamo ancora lontani da una plausibile riproduzione della realtà. È risaputo che ogni studio scientifico, per essere tale, è tenuto a rappresentare e denunciare da sé i propri limiti metodologici. Un atteggiamento rigoroso consiglia estrema prudenza quando si passa dall’elenco diLeggi altro →

«Abbiamo commesso una barbarie, non abbiamo capito la richiesta di aiuto di Franco strappandolo al vostro affetto. Vi esprimo la mia vicinanza». A dieci anni dalla morte di Francesco Mastrogiovanni rompe il silenzio uno degli infermieri che lo ebbe in cura nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Nicola Oricchio, oggi in pensione, in una lunga lettera scrive alla sorella di Francesco, Caterina Mastrogiovanni, e al marito Vincenzo Serra. Ricorda che cosa è accaduto durante i giorni di ricovero del maestro di Castelnuovo Cilento morto dopo 4 giorni di trattamento sanitario obbligatorio. Mastrogiovanni è rimasto legato mani e piedi ad unLeggi altro →

Intervista di “La lettre du GCS” Alla conferenza di Trieste (settembre 2019), quali sono stati i principali esempi presentati di buone pratiche dei servizi comunitari che rispettano i diritti e promuovono il recupero? In questa conferenza, ci è sembrato essenziale dimostrare che i servizi di salute mentale incentrati sui bisogni delle persone, che evitano le misure coercitive, che sostengono la riabilitazione e che promuovono l’autonomia e l’inclusione sociale, conformemente alle norme internazionali in materia di diritti umani, esistono e funzionano, sono efficaci e devono essere diffusi per informare e ispirare i politici e gli altri attori chiave ad agire in questa direzione in tutto il mondo.Leggi altro →

Uno dei limiti con cui devono confrontarsi le politiche di salute mentale nel nostro Paese è il particolarismo, ossia il restringere analisi e proposte operative all’ambito di specifica competenza tecnica o di appartenenza disciplinare, senza minimamente interrogarsi sull’impatto che le stesse hanno sul sistema globale che pretendono di governare. La complessità del tema salute mentale, nelle sue declinazioni psicologiche, sociali, economiche, politiche, per citare solo le principali, mal si adegua tuttavia al riduzionismo dominante, con la conseguenza che anche le più approfondite proposte di miglioramento sono in genere condannate all’irrilevanza, rispetto al quadro generale di riferimento. È per questo che il recente Rapporto Lancet su Salute MentaleLeggi altro →

In questa settimana, una marea montante di luoghi comuni, pregiudizi, approssimazioni e superficialità sono state dette e scritte intorno ai terribili e dolorosi fatti di Trieste. Il mio interesse a parlarne non ha alcuna intenzione polemica né con i giornalisti, né con gli opinionisti che si sono avvicendati. Sono le domande che mi rivolgono i familiari e i tanti giovani che nella nostra città faticosamente riescono a rimontare, a farcela e ritrovare possibilità di futuro, malgrado l’esperienza del disturbo mentale e l’attraversamento di diagnosi – come schizofrenia, che qui estendo a malattia mentale – che spesso suonano come inappellabili condanne. Nei giorni scorsi, e di recente ancheLeggi altro →

Elena, 19 anni, è morta legata al letto di un ospedale. Chiusa in una stanza del reparto di psichiatria, senza alcuna possibilità di sfuggire al fuoco di un incendio, della giovane donna sappiamo poco e oggi ci rimane solo un corpo carbonizzato. È accaduto a Bergamo, l’antivigilia di Ferragosto. Una tragedia orribile, su cui spetta alla magistratura fare luce, ma che certamente reclama risposte chiare e ineludibili. Perché Elena è stata legata? Perché un essere umano può essere legato in un luogo di cura? Nel comunicato diramato dall’Ospedale di Bergamo è scritto che “La paziente deceduta era stata bloccata pochi istanti prima dell’incendio a causa di unLeggi altro →

Senza poter scegliere: questo il destino ineluttabile dei pazienti psichiatrici della Val Canale deportati in Germania. Veniamo agli antefatti. Fra estate e autunno del 1939 si concludono le trattative tra i governi italiano e tedesco e si avvia la pratica delle opzioni e del trasferimento nel Reich di quanti in Alto Adige / Sud Tirolo, Trentino e in Val Canale hanno operato quella scelta. La maggioranza delle famiglie della Val Canale opta per il Reich. Il loro trasferimento si lega alla cosiddetta K-Aktion, volta a creare in Carinzia zone di consolidamento del carattere nazionale: alcuni degli optanti sostituiscono, nelle fattorie confiscate, le famiglie non solo di ebrei,Leggi altro →

Il 26 giugno u.s. sono stati finalmente pubblicati i dati del Sistema Informativo Salute Mentale attesi dall’inizio dell’anno. In questo articolo una sintesi ad uso di quanti non hanno il tempo di leggere ed interpretare le 189 pagine del Rapporto ministeriale ma vogliono sapere in che direzione sta andando il Sistema di Cura per la Salute Mentale in Italia e su quali aspetti è più urgente intervenire. Il Sistema di Cura Le strutture Le strutture territoriali (CSM) sono poco più di 1.300, in aumento rispetto al 2015 (1.114). Questo incremento è dovuto al triplicarsi delle strutture in Veneto (da 99 a 294), verosimilmente dovuto a una migliore registrazioneLeggi altro →